Principi generali del diritto. Principio di ragione e principio dialogico eBook

DATA
2015
NOME DEL FILE
Principi generali del diritto. Principio di ragione e principio dialogico.pdf
DIMENSIONE
5,35 MB
AUTORE
Bruno Romano
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DESCRIZIONE

"L'attività interpretativa può essere descritta come il rinvio ai principi generali del diritto, che si trovano davanti a delle concezioni alternative: o sono ritenuti principi intra-sistemici regionali, interni ed omogenei ad un ordinamento giuridico di un luogo e di un tempo, oppure sono concepiti come principi oltre-sistemici universali. Questo secondo ordine consente di interrogarsi sull'universalità della condizione umana, nella storicità delle norme che la disciplinano nei comportamenti interpersonali, considerati nel loro particolare realizzarsi in una definita situazione. In questo orizzonte, la legge istituita costituisce l'ordine della legalità, che ha contenuti storicamente differenziati, ma non può rimanere indifferente alla ragione della selezioni dei contenuti, perché la legge giuridica si differenzia dalle leggi della fisica, della chimica, della meccanica etc., nel presentare inevitabilmente la peculiare condizione umana di libera sospensione nell'alternativa tra la proporzione e la sproporzione nelle relazioni intersoggettive. La proporzione ha i tratti dell'armonia e della giustizia, la sproporzione è disarmonica ed ingiusta. Le distinzioni tra proporzione e sproporzione, tra uguaglianza e disuguaglianza rinviano a dei principi, alla ragione che motiva ed argomenta il senso delle opposizioni tra questi diversi poli nella selezione dei contenuti delle norme e delle sentenze." (Bruno Romano)

Riassunto Principi generali del diritto, Principio di ...

Le verità di ragione una volta affermate non possono più esser negate e sono inoltre valide per tutti gli uomini dotati di ragione, sono universali. Kant. Immanuel Kant affermerà che il principio di ragion sufficiente può spiegare parzialmente il fatto ma «non produce la verità»

"L'attività interpretativa può essere descritta come il rinvio ai principi generali del diritto, che si trovano davanti a delle concezioni alternative: o sono ritenuti principi intra-sistemici regionali, interni ed omogenei ad un ordinamento giuridico di un luogo e di un tempo, oppure sono concepiti come principi oltre-sistemici universali. Questo secondo ordine consente di interrogarsi sull'universalità della condizione umana, nella storicità delle norme che la disciplinano nei comportamenti interpersonali, considerati nel loro particolare realizzarsi in una definita situazione. In questo orizzonte, la legge istituita costituisce l'ordine della legalità, che ha contenuti storicamente differenziati, ma non può rimanere indifferente alla ragione della selezioni dei contenuti, perché la legge giuridica si differenzia dalle leggi della fisica, della chimica, della meccanica etc., nel presentare inevitabilmente la peculiare condizione umana di libera sospensione nell'alternativa tra la proporzione e la sproporzione nelle relazioni intersoggettive. La proporzione ha i tratti dell'armonia e della giustizia, la sproporzione è disarmonica ed ingiusta. Le distinzioni tra proporzione e sproporzione, tra uguaglianza e disuguaglianza rinviano a dei principi, alla ragione che motiva ed argomenta il senso delle opposizioni tra questi diversi poli nella selezione dei contenuti delle norme e delle sentenze." (Bruno Romano)

Principi generali del diritto. Principio di ragione e ...

Un principio indica le basi e i presupposti iniziali su cui si basa o poggia una teoria e che assumono, per convenzione o riconosciuto diritto, validità generale ed universale all'interno della teoria stessa; da esso discendono dunque per deduzione o logica conseguenza, ovvero in maniera coerente al principio stesso, tutta una serie di leggi secondarie che caratterizzano la teoria in ...